Onirico di Tiratore Scelto
Esaudita nelle mie più remote speranze, il 2003 promette.
Comparizione in sogno di exNonno Cecchino, trauma avviato e concluso alle ore 14 caffè braulio sigaretta.
Lui.
Tanto tempo fa.
Io solo sigaretta non per mancanza di devozione genetica ma per indicazioni cliniche che prediligono organi rispetto ad altri.
Lui. Cappotto nero, occhi azzurri che portano il mio cognome, classe nell’espressione fisionomica= illimitata. Lo abbraccio, lui dominante, io recessiva. Pronuncia dieci minuti di parole baritonali ininterrotte che, a ripensarci, mi indurrebbero a fare un figlio con chiunque di extrafamiliare fosse in grado di ripeterle. Tutte annotate catastroficamente su un retro di copertina Calvin&Hobbes.
Se ne derivi per intuizione il calibro.
Mi lancia un titolo cinematografico da cercare e visionare.
Se ne va, io immobilizzata dal suo influsso.
Ricordo nell’onirico di piangere per venti minuti attaccata allo stipite di una chiesa. Ma si abbia cognizione che l’insonne talvolta non distingue il dormiveglia dalla condizione reale.
Esiti. Un retrodicopertina fitto di chiose decisive. Sensazioni tattili propagate corporalmente.
Un dvd in più in archivio antifratello.
..
Arriverà il momento in cui Lui mi rivelerà dove ha nascosto il suo fucile di precisione più pallottole parabellum in questa stracazzo di mansarda labirintica.