Qui. si oltrepassa il confine di qualcosa, e tu lo sai quando varchi il finestrone, che è il margine di qualche cazzo di pianta toponomastica
O una linea in pastello a cera su un prospetto cartografico
E respiri aria anomala
Hai paura di disturbare il Silenzio che padroneggia, e sai dal principio che vuoi diventare sua figlia adottiva
Di quelle che non avviano canali televisivi improbabili o anche lo scaldabagno, per esiliarLo
Poi, completata la modulistica di adozione, riconosci tutti i tuoi consanguinei
Come in questo momento l’Indistinto nel gemito di Sinead O’C.
Come una webcam piantata negli abissi di Lochness