10.1.03

La vediamo a 45°, idrofoba. perché si è dimenticata di portare l’accendino sul cornicione, perché mtv lasciata accesa passa temerariamente Christina Aguilera anche in fasce insomniac only, protette dalla convenzione di Ginevra, perché all’orizzonte l’elemento più caldo in cui affondare le mani sono le budella del proprio gatto, protetto dall’Associazione Eunuchi Libero Arbitrio.
Arriva un po’ in anticipo, confidando di Essere didattico.
Giornata piatta, Dice, e con la punteggiatura cassa il sorround di C.A. e fa partire elderly woman behind the counter in a small town. Mi regala uno zippo Fuck-Communism ed elargisce un paio di testicoli al felino domestico con decorso 30 minuti, no randagie, resi in tempo come nuovi oppure fio coperto post-mortem.
Sguscia il primo pistacchio, fa l’occhiolino al quadrupede investito da nuova personalità, mi tocca la rotula e dichiara “insalata rucola e patate, spumador, budino royal cioccolato, dodici arachidi, due valeriana, torroncino sperlari titubante, camomilla bonomelli quarta busta del pacchetto, tre barclay.”
“Hai dimenticato il Galak”
“lo so, ma boicotto la Nestlè”
“mi rimproveri il netto predominio del glucosio? È sintomatico?”
“no, volevo solo testare il coefficiente di errore delle le mie captazioni tattili”
“[interdetta] ..Tu erri?”
espira e dà vita a banchi di nebbia da qui a viale monza.
“Non ho mai finito una volta lo schema grande di campo minato. Ma tu sei ancorpiù afflitta di me.”
Mi tocca l’altra rotula. “non hai saputo lo spelling di ‘spina shuko’, ti sei pentita di non aver comprato il mousepad di James Gandolfini e stasera hai vissuto ore al limite del dolore incorporeo”
“ecco, mi concentrerei sulla terza”
“sono qui apposta. A parte la partita di puzzle bubble.”